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M5S: un morto che cammina

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«Per me solamente una cosa è importante, l'Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica».

[Ursula von der Leyen]

Giorni addietro Mazzei, della serie "cretinismo (euro)parlamentare", segnalava quanto grave fosse che il Presidente del consiglio del governo giallo-verde avesse assicurato all'élite eurocratica il suo consenso alla scelta di Ursula von der Leyen come presidente della Commissione europea.

Mazzei si chiedeva dunque se dopo il sì di Conte, ci sarebbe stato quello di Salvini e Di Maio. Ebbene il responso è giunto oggi pomeriggio. Il Parlamento fantoccio di Strasburgo ha eletto la Von der Leyen con 383 voti a favore, 327 contrari, 22 astensioni e una scheda nulla. Una maggioranza risicata assai che attesta, tra le altre cose, come l'egemonia della cupola eurista non sia più schiacciante come un tempo.

Per la precisione il falco ha avuto il sostegno del Ppe, dei liberali di Renew Europe e dei tre quarti dell’S&D, mentre i socialisti tedeschi della Spd, gli austriaci, gli olandesi, i polacchi e gli ungheresi non si sono piegati e non l’hanno votata. Così come i Verdi, la sinistra Gue, parte dei conservatori dell’Ecr e di Identità e democrazia. I 14 deputati del M5S hanno invece dichiarato il loro sostegno mentre la Lega, che conta 29 eurodeputati, ha votato contro, come i deputati di Fratelli d'Italia.

Un sacco di gente quindi, e dei più diversi schieramenti, sapendo chi è e chi gli ha dato l'incarico, non l'ha votata — da notare che nessun cittadino europeo l'ha votata, in quanto non era candidata, che è stata nominata proprio dalla ristretta cupola eurista.

Per questo il dato più raccapricciante, per quanto fosse nell'aria, è che i pentastellati han votato a favore della Von der Leyen.

Un gesto politico gravissimo, che colloca i Cinque Stelle, non solo simbolicamente, nel campo del nemico eurista. Dovremo farcene una ragione. Il portavoce pentastellato si è difeso dicendo che il discorso programmatico della Von der Leyen rappresenta una svolta.

PEGGIO ANCORA!

I voti 5 stelle sono stati determinanti per eleggerla. E siccome al peggio non c'è limite, i pentastellati a Strasburgo se ne sono anche vantati. Scrive repubblica
«Senza i nostri voti, determinanti, oggi saremmo davanti a una crisi istituzionale senza precedenti in Europa. Siamo stati ago della bilancia».
Un gesto politico gravissimo, che colloca i Cinque Stelle, non solo simbolicamente, nel campo del nemico eurista. Dovremo farcene una ragione. Il portavoce pentastellato si è difeso dicendo che il discorso programmatico della Von der Leyen rappresenta una svolta.

Ridicolo!

E' stata costretta a fare concessioni d'ogni tipo allo scopo di raccattare voti in ogni dove, ma ognuno sa bene che viene dall'ala dura del partito eurista del grande capitalismo tedesco. Abbiamo letto e ascoltato bene il suo discorso e non ci faremo prendere per il culo, né da lei né dai suoi ascari, siano essi piddini, berlusconidi o pentastellati.

A di là delle chiacchiere su un punto la Von der Leyen è stata infatti categorica:
«Per me solamente una cosa è importante, l'Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica».
Più chiaro di così si muore. E a proposito di morte mi pare si possa dire che il M5S è un morto che cammina.

 

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