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COMUNICATO N. 9/2019 DEL COMITATO CENTRALE DI P101

«Da questo momento, visto che i 5 Stelle hanno la maggioranza assoluta dei ministri, e dato il loro tradimento — che dovranno pagare a caro prezzo —, la Sinistra Patriottica denuncia questo governo come una succursale della cupola eurocratica, come un nemico della causa sovranista e del popolo lavoratore. Che la Lega decida o no di staccare la spina, il governo è oramai un pericoloso morto che cammina. Prima se ne va, meglio è».


PERCHÉ L’APPOGGIO TATTICO

Non appena il governo Conte si insediò a Palazzo Chigi, segnalammo  subito che M5S e Lega avevano fatto male ad accettare in ministeri chiave —  come minimo quelli all’economia e agli esteri — gli ascari euristi imposti da Mattarella, che bollammo subito come “Quinta colonna” e “Cavallo di Troia”. Nacque di fatto un governo tri-partito, per sua natura conflittuale e instabile. Malgrado ciò come Programma 101 adottammo una posizione di sostegno critico e tattico al governo, un sostegno cioè vincolato alla capacità dei giallo-verdi di porre fine alle politiche eurocratiche di austerità che da tempo strangolavano il Paese ed anzitutto il suo Mezzogiorno, la gioventù, il popolo lavoratore. Di contro a chi considerava pietra angolare i diritti civili o l’accoglienza indiscriminata degli immigrati, noi tenemmo fermo il punto che il giudizio sull’operato del governo dipendeva anzitutto dalla consistenza e dalla qualità delle misure sociali e di politica economica che esso avrebbe adottato.


IL BICCHIERE MEZZO PIENO


Il “Decreto dignità”, voluto anzitutto da 5 Stelle, per quanto insufficiente, andava nella giusta direzione. Come ci andava, dopo la tragedia di Genova, la ri-nazionalizzazione di autostrade. Nonostante il compromesso al ribasso con la Commissione europea sulla Legge di Bilancio 2019 — compromesso siglato sotto l’egida della troika Mattarella-Conte-Tria — questa contemplò due misure, la riforma della Legge Fornero e il cosiddetto “Reddito di Cittadinanza”, che andavano nella direzione di segnare una svolta, mettendo al primo posto gli interessi del popolo lavoratore e non più quelli delle classi dominanti. Quanto fosse stata pesante l’ipoteca dell’accordo con Bruxelles lo si è visto dagli ostacoli stringenti per accedere alla pensione e al “RdC”: due misure che a causa del rispetto dei vincoli di bilancio sono risultate ben lontane dal soddisfare le istanze delle classi popolari e rappresentare il necessario rilancio della domanda interna.


GOVERNO IN COMA

Dopo la Legge di Bilancio l’attività del governo ha subito una sostanziale paralisi. M5S e Lega hanno iniziato a bisticciare su ogni cosa. Gli elementi di discordia si sono accentuati con l’imminenza delle elezioni europee e amministrative, segnate dalla grande avanzata elettorale della Lega e dal pesante arretramento dei 5 Stelle — causato in primo luogo da una campagna elettorale suicida, svolta all’insegna di un farsesco europeismo. Nel frattempo, approfittando di un governo in stato confusionale la Commissione europea, con l’avallo della “Quinta colonna” mattarelliana (Giuseppe Conte compreso), lanciava ufficialmente la pesante minaccia di una “procedura d’infrazione” contro l’Italia. Invece di farla finita con gli alterchi, invece di fare blocco per  opporre una muraglia contro Bruxelles, invece di sbarazzarsi finalmente di Tria e della tutela del Quirinale, Di Maio e Salvini hanno continuato a litigare su ogni cosa lasciando che gli ascari dell’Unione europea scrivessero le linee della prossima manovra economica.


DOPO IL TRADIMENTO DEI 5 STELLE

E’ in questo contesto paludoso che è giunta a fine giugno la decisione del Presidente del Consiglio di sostenere, su richiesta di Merkel e Macron, la super-eurista Von Der Leyen alla presidenza della Commissione europea. Come se non bastasse, è giunto il vergognoso voto favorevole dei parlamentari europei 5 Stelle per la stessa Von Der Leyen — la Lega, pur non senza tentennamenti, ha invece votato contro. Con questo tradimento il M5S ha attraversato il Rubicone, passando armi e bagagli nel campo dell’élite eurocratica — passaggio sancito dalla indegna adesione al gruppo liberista capeggiato da Macron Renew Europe.

Da questo momento, visto che i 5 Stelle hanno la maggioranza assoluta dei ministri, e dato il loro tradimento — che dovranno pagare a caro prezzo —, la Sinistra Patriottica denuncia questo governo come una succursale della cupola eurocratica, come un nemico della causa sovranista e del popolo lavoratore. Che la Lega decida o no di staccare la spina, il governo è oramai un pericoloso morto che cammina. Prima se ne va, meglio è.

Mettiamo in guardia dal fare affidamento su Salvini, imprigionato dalla componente eurista della Lega e sotto scacco per l’insidiosa inchiesta che vorrebbe criminalizzarlo per la sua amicizia con la Russia di Putin. Il popolo italiano deve fare affidamento sulle sue proprie forze, deve alzarsi in piedi, mobilitarsi per impedire che si torni indietro e che il governo ritorni nelle mani dei poteri forti.

Per questo Programma 101 aderisce e sostiene la manifestazione del 12 ottobre per uscire dalla gabbia della Ue, per riprenderci la sovranità nazionale e la democrazia, per attuare la Costituzione del ’48.


Roma, 18 luglio 2019

da Programma 101

 

Vademecum della Sinistra contro l'Euro

OLTRE L'EURO

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