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Andare avanti!

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ITALIA RIBELLE E SOVRANA
Comunicato n. 14 del Comitato centrale di P101


Il 9 ottobre scorso, appena giunta a Roma la lettera dei due commissari Moscovici e Dombrovskis che respingeva la Nota di aggiornamento al Def del governo giallo-verde, scrivevamo:

«La cupola eurista chiede la resa al governo italiano. Una resa politica, prima ancora che sui decimali della manovra economica. Qualora – come noi auspichiamo – questo atto di sottomissione non vi fosse ed il governo andasse avanti sulla sua strada, l’oligarchia eurista è pronta ad azionare con forza l’arma dello spread, già abbondantemente evocata dalla nostrana e servile stampa di regime».

Avevamo visto giusto. Ieri la Commissione europea (spalleggiata da tutti i governi dell’Unione, quelli “sovranisti” compresi), ha ufficialmente ribadito che la Legge di bilancio italiana viola il famigerato Patto di stabilità (Fiscal compact) ed ha confermato che il nostro Paese verrà sottoposto alla “procedura d’infrazione per debito eccessivo”, con tanto di sanzioni in vista. Qualcosa di simile a quanto venne fatto con la Grecia nel 2009 per “deficit “eccessivo”, ed a motivo del quale quel Paese venne posto sotto un crudele regime di protettorato euro-tedesco.

Quella dell’oligarchia eurista, sotto le mentite spoglie di parametri economici, non è solo una formale dichiarazione politica di guerra al governo italiano. E’ una pistola che la Commissione ha puntato alla tempia del Parlamento affinché ubbidisca al Diktat e stravolga la prima Legge di bilancio non austeritaria da quando il Paese ha deciso di entrare nell’Unione europea. E’ quindi un invito ai nemici del governo — i padroni delle banche, la grande borghesia ed i suoi partiti come il Pd e Forza Italia, i diversi apparati dello Stato a partire dal Quirinale — a darsi al sabotaggio, ed ai “mercati” (cioè gli squali della speculazione) a vendere i titoli italiani per far schizzare in alto lo spread.

Al governo ed al Parlamento non sono lasciate che due vie: resistere, per ribadire che essi sono sovrani (e non i tecnocrati di Bruxelles), oppure arrendersi come ha fatto ignominiosamente il governo di Tsipras. Deve resistere! Può farlo e per due ragioni: perché l’Italia ha non solo le risorse economiche per vincere la battaglia, perché ha anche quelle morali e politiche, ovvero l’appoggio della maggioranza del popolo italiano.

Una capitolazione, anche attraverso un formale “aggiustamento” gradito alla Commissione, sarebbe non solo l’inizio della fine per le due forze “populiste” che governano, sarebbe la più grave umiliazione per l’Italia ed il suo popolo lavoratore che quelle forze ha votato — per farla finita con un’austerità che, mentre ha affamato chi sta in basso e ingrassato i già ricchi, ha anche fatto aumentare il debito pubblico.

Mai come adesso chi governa deve avere lucidità e coraggio, evitare il panico, non spaventarsi davanti al tentativo dei nemici di scatenare il caos. Il minimo tentennamento sarebbe esiziale anche perché potrebbe causare proprio ciò che i nemici si augurano: uno sfaldamento della maggioranza di governo.

La sinistra patriottica, ferma restando l’opposizione alle decisioni sbagliate del governo (come il Decreto sicurezza) non può che sostenerlo ove mantenga una posizione di disobbedienza ai Diktat eurocratici ed è pronta a fare fronte comune ove le due forze di governo, invece di bisticciare su questioni che i fatti stanno dimostrando essere secondarie, si decideranno, come speriamo, nel chiamare i cittadini a scendere per le strade in difesa della sovranità popolare, della legalità costituzionale e dell’indipendenza nazionale.

Tenere confinata la battaglia nei Palazzi del potere, tenere fermi i cittadini mentre il Paese è sotto attacco, sarebbe un modo sicuro per andare incontro alla sconfitta.


Cc. di P101 – 22 novembre 2018


 

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