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Tunisia

Hammami: «La rivoluzione contro il vecchio sistema deve continuare»

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Il congresso del Partito Comunista Operaio della Tunisia
Resoconto del nostro inviato

Tunisi, 23 luglio 2011.
Nel grande Palazzo dello sport di Tunisi diverse migliaia di persone hanno partecipato al primo congresso del PCOT dopo decenni di esistenza sotterranea. E' stato prima di tutto un evento per mostrare la propria forza e dare un segnale alla società che il PCOT è una opzione politica significativa. Questo scopo è stato certamente raggiunto.

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Tunisia: la rivoluzione in marcia

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Un'importante iniziativa di Sumud

Settembre 2011 – Brigata di solidarietà con la città martire di Khasserine

Le rivoluzioni democratiche del Nord Africa e l’intenso afflusso di «navi della speranza» attraverso il Canale di Sicilia, impongono a tutti di tendere la mano a chi viene da noi in cerca di pane e dignità, e di sostenere le loro lotte per la libertà e la giustizia in patria.

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L'alternativa tra rischiare di morire o morire

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Nel cuore della rivoluzione tunisina (seconda parte)
Sidi Bouzid e la vera storia di Mohammed Bouazizi

La strada tra Sidi Bouzid e Sfax si snoda, ininterrotta,  fra chilometri e chilometri di oliveti che forniranno, all’occidente, un ottimo olio extravergine di oliva ad un prezzo stracciato.
Fatica e sudore di povera gente, china per ore e ore con il viso a terra per racimolare pochi dinari, appena sufficienti per  il pane.
E per chi non riesce a fare nemmeno questo, la soluzione è sulla costa orientale della Tunisia, la dove stiamo andando adesso: rischiare la morte per annegamento o assideramento su una carretta del mare, con l’intento di arrivare in Italia.
Partire con la speranza di trovare un lavoro che nella maggioranza dei casi si rivelerà un’utopia.

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Nel cuore della rivoluzione tunisina

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Prima parte: Kasserine

La prima volta che sono stata in Tunisia era l'agosto del 2002. In ogni stanza d'albergo, in ogni negozietto dei suk, nei luoghi pubblici, nelle case di ogni cittadino, a nord o a sud, campeggiava, immancabile, la foto di Ben Ali. Potevi guardarlo, fotografarlo, ma nessuna domanda su di lui riceveva risposta, se pronunciavo il suo nome, immediatamente mi si faceva segno di tacere, soprattutto se ci trovavamo per strada. Un senso di paura diffusa serpeggiava a tutti i livelli, solo i più temerari si limitavano ad un elogio sui generis del presidente. Nei suoi 23 anni di carriera Ben Ali è riuscito ad annientare qualsiasi forza di opposizione politica e civile interna, creando uno stato (retto da un unico partito, da lui stesso ridenominato Raggruppamento democratico costituzionale – Rdc ) noto per la mancanza di libertà, civile, politica, di stampa, di parola, di uso di internet.
(nella foto: Sahat Chouada, monumento ai martiri dell'insurrezione di gennaio)

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Le speranze che affondano nel mare della Tunisia

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La tragedia dei giovani scomparsi in mare negli occhi dei familiari incontrati dalla Carovana di solidarietà con la rivoluzione tunisina

Non c'è un passato di povertà alle spalle di Ahmed come lo è invece per molti suoi coetanei delle poverissime province del Sud della Tunisia.
La madre infermiera, il padre capocantiere, una casa dignitosa, di tipo occidentale. La camera del ragazzo, che il padre ci mostra è il classico rifugio di un adolescente.
Letto, computer sulla scrivania, manifesti attaccati alle pareti.

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