Molto abbiamo scritto su questo sito sulle vicende nepalesi e, in particolare sull’epopea del partito maoista. La scissione tra l’ala sinistra di Kiran (foto) e il blocco Prachanda-Bhattarai era nell’aria da tempo. Ne avemmo conferma nel novembre 2010, quando un nostra delegazione si recò in Nepal ed ebbe modo di incontrarsi con alcuni dirigenti maoisti.
Campo Antimperialista - Italia
| Visitatori ultimi 30 giorni: | 9742 |
| Articoli letti ultimi 30 giorni: | 128968 |








Un duro attacco della sinistra del partito maoista nepalese a Prachanda
Mentre migliaia di induisti fondamentalisti monarchici si scontravano con le forze di polizia per le strade di Kathmandu, un colpo di scena delll’ultimo minuto consentiva di prorogare di altri tre mesi i termini dell’Assemblea costituente. Una crisi al buio è stata sventata.
Una svolta nell’ingarbugliata crisi politica e istituzionale in Nepal?
Tira una brutta aria in Nepal. Lo scontro politico che vede su fronti opposti i partiti di governo e i maoisti è al calor bianco. La cosa si riflette tra le fila di questi ultimi, accentuandone le divisioni interne. Pareva che con la riunione del Comitato centrale del novembre scorso il Partito Comunista Unificato del Nepal (maoista) le diverse anime del partito avessero ritrovato l’unità d’intenti. Ma era una unità ritrovata solo apparente, è bastato poco perché le divisioni tornassero a galla. Le divergenze non sono su punti secondari. Rientrare o no nel governo? Lanciare o no un movimento di massa contro “l’espansionismo indiano”? Consegnare al nemico le armi, e dunque abbandonare per sempre l’idea di una soluzione di forza, o meno? E dunque, riguardo alla nuova Costituzione: accettare o no un compromesso con i partiti che rappresentano le classi dominanti (alla togliattiana, per capirci)?


