Cina: restaurazione o una inedita fuoriuscita dal capitalismo?
«Giovanni Arrighi sosteneva che recuperando le radici della «rivoluzione industriosa» dell’Asia orientale del XVIII secolo – radicalmente diversa o addirittura contrapposta alla rivoluzione industriale inglese – la Cina ha intrapreso un percorso di sviluppo in direzione di un’economia di mercato potenzialmente non capitalistica. L’era delle riforme inaugurata da Deng Xiao Ping alla fine degli anni Settanta, con buona pace di Pei e di conservatori e progressisti occidentali, non attende di essere coronata dalla costruzione di un regime liberaldemocratico capitalistico, ma ha invece aperto la strada a una possibile fuoriuscita dal capitalismo stesso, happy end che potrebbe quindi coincidere con la fine dell’egemonia americana ipotizzata – con grande lungimiranza e indubbio coraggio – dagli studiosi della world system theory già negli anni Ottanta».








L'articolo che segue - uscito su Asia Times - sviluppa alcune ipotesi sul futuro dei rapporti tra Usa e Cina, visti attraverso le scelte e le esigenze energetiche di Pechino. Non tutte le tesi dell'autore, ad esempio quelle concernenti l'Arabia Saudita, ci paiono convincenti. Tuttavia il tema proposto rimane del massimo interesse. Buona lettura.
Per un’analisi della politica estera cinese
Perché la Cina vincerà la Quarta Guerra Mondiale
Ben volentieri pubblichiamo il commento critico di Michele Santini all'articolo relativo alla Cina dal titolo "


