Le elezioni parlamentari tenutesi il 3 LUGLIO 2011 potrebbe rivelarsi una delle pietre miliari che scandiscono la storia di un paese. Il voto massiccio per il principale partito di opposizione, Puea Thai [Per i Thailandesi], è un altro segnale che la maggioranza della popolazione esige cambiamenti strutturali.
Le elezioni si sono tenute 14 mesi dopo la repressione che ha portato alla morte di 93 persone, la maggior parte delle quali Camicie rosse [1]. Abhisit Vejjajiva, diventato primo ministro nel dicembre 2008 grazie all’alleanza parlamentare sostenuta dai militari, aveva fatto delle elezioni un test per ottenere dalle urne la legittimità che gli veniva contestata.








Dopo più di una settimana dall’accaduto, la Thailandia è ancora scossa dall’assalto militare all’accampamento delle Camicie Rosse nel centro turistico della capitale Bangkok, il 19 Maggio. I capi e i militanti delle Camicie Rosse sono trattati come prigionieri di guerra e la base del movimento, come un paese occupato. Non ci sono dubbi, il paese è in stato di guerra civile e le guerre civili non sono mai piacevoli.
Via il governo monarchico e golpista di Abhisit Vejjajiva!
Le camicie rosse rivendicano le loro origini rurali, sovvertendo le tradizionali dinamiche politiche in un Paese dominato da Bangkok
Fulvio Grimaldi e il granchio thailandese


