La Dignità approda a Gaza

Nei giorni del tripudio generale per l’elezione di Barak Obama Israele ha rotto la tregua, che durava da giugno, con la Striscia di Gaza. Oggi i carrarmati e i bulldozer sono entrati nella città di Khan Younes, a sud della Striscia, distruggendo il poco di cui dispone la popolazione. La Resistenza c’è e combatte.

Sempre oggi la nave Dignity organizzata dal Free Gaza Movement e dalla Campagna Europea contro l’Assedio è approdata nel porto di Gaza, scortata dalle imbarcazioni dei pescatori e degli attivisti rimasti. Ad attendere la nave, nonostante la brutale aggressione, rappresentanti del governo, delle istituzioni politiche e delle organizzazioni popolari. E poi una gran folla di cittadini. La Resistenza è militare, ma non solo.
Dignity trasporta 27 cittadini di vari paesi, di cui 13 parlamentari; uno di essi è l’ex senatore Fernando Rossi, che partecipò lo scorso dicembre alla delegazione del Comitato Gaza Vivrà cui fu impedito l’ingresso nella Striscia. Con Dignity è arrivato anche Sami al-Hajj, il cameraman di Al-Jazeera già detenuto a Guantanamo per più di 6 anni.
L’approdo proprio in questa dura giornata sembra presagire che la giustizia arriverà anche in Terra di Palestina.

 

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