All’ottavo anniversario dal rapimento del Compagno Sa’adat, il PFLP condanna la “cooperazione di sicurezza”

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha denunciato, all’ottavo anniversario dal complotto per arrestare il Compagno Sa’adat, il comportamento dell’Autorità Nazionale e delle sue forze di sicurezza, sempre più a servizio delle forze d’occupazione, come avvenuto per il rapimento del Segretario Generale, il Compagno Ahmad Sa’adat avvenuto il 15 gennaio 2002. Il 13 gennaio 2010 il PFLP ha fatto appello ad imparare la lezione dell’esperienza di credere nelle promesse statunitensi e israeliane, mettendo in guardia da chi tradisce la lotta palestinese con schemi di cooperazione di sicurezza che servono soltanto i piani e agli obiettivi dell’occupante di liquidare la leadership nazionale.

 

Il rapimento del Compagno Sa’adat è stato portato avanti dalle forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese che lo hanno indotto con false pretese a partecipare ad un meeting a Ramallah. In tal modo le forze dell’ANP hanno seguito le indicazioni delle forze d’occupazione che chiedevano l’imprigionamento del leader insieme alla liquidazione del PFLP, dopo la morte del ministro del turismo israeliano, il sionista Rehavam Ze’evi, avvenuta in risposta all’assassinio di Abu Ali Mustafa, Segretario Generale del PFLP.

Il PFLP ha affermato che le forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese, arrestando il Segretario Generale di un partito politico palestinese e fazione della resistenza, membro dell’Organizzazione Nazionale Palestinese e leader del movimento nazionale palestinese hanno costituito un’inaccettabile e pericoloso precedente. Il Fronte ha sottolineato come questa azione abbia costituito una deviazione da tutte le norme relative alla risoluzione dei conflitti ed abbia incrociato la linea rossa in tutta l’arena interna palestinese, in risposta alle richieste e ai dettati delle forze occupanti.

Nel comunicato, il Fronte afferma che l’obbedienza alle forze nemiche porterà alla disgregazione dell’unità nazionale, della legge e giustizia, ed aprirà le strade ad ulteriori prepotenze dell’occupante, minando e indebolendo i principi dell’unità nazionale. Nel comunicato si legge inoltre che tali azioni servono solo l’interesse degli occupanti e minano la cultura della resistenza, delle sue cellule e dei suoi leader, assistendo i piani sionisti d’usurpazione della terra palestinese, di espulsione della popolazione palestinese e minandone i diritti.

Il Fronte ha affermato che l’Autorità Nazionale debba prendersi le sue responsabilità – in aggiunta alla responsabilità statunitense e britannica a vari livelli – di un partito che con gli “accordi di Jericho” ha imprigionato il Compagno Sa’adat e i suoi compagni nella prigione di Jericho sotto il controllo statunitense e britannico, ed ha permesso l’assedio militare della prigione e il rapimento di Sa’adat e dei suoi compagni e il suo trasferimento nelle prigioni sioniste. Il PFLP ha affermato che l’Autorità è responsabile di questo imprigionamento, così come è responsabile di diretta complicità con Stati Uniti e Gran Bretagna nell’attacco dell’occupante alla prigione; ciò li ha messi allo stesso livello di responsabilità dell’occupante nell’imprigionamento del Compagno Sa’adat.

Il PFLP ha inoltre rivendicato la libertà per il Compagno Sa’adat e per tutti i prigionieri nelle carceri dell’occupante, rivolgendo il suo saluto alla loro tenacia.

da www.pflp.ps