Vilad Filat, il primo ministro della Repubblica di Moldavia, ardente sostenitore dell’adesione all’Unione europea ed alla NATO è stato arrestato con l’accusa di aver intascato bustarelle per 260 milioni di dollari, una cifra enorme date le condizioni economiche del paese.

[Nella foto una manifestazione filo-Ue a Chisinau]

La prima conseguenza politica è che il governo filo-ue è stato sfiduciato, grazie all’iniziativa delle opposizioni, anzitutto del locale Partito socialista, noto per le sue posizioni nettamente contrarie alla Ue e alla NATO. La mozione di sfiducia è passata grazie al voto favorevole del Partito comunista il quale, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è stata una colonna portante del governo liberista filo-occidentale.

Di quale fosse il quadro sociale e politico moldavo, del fatto che il potere fosse in mano ad una cricca di politicanti corrotti foraggiati dagli eurocrati e dalla NATO, ne parlavamo nel settembre dell’anno passato.

Cosa accadrà adesso in Moldavia?

Difficile pensare che le destre moldave accetteranno la pesantissima sconfitta. Esse tenteranno in ogni maniera di riafferrare il potere, forti del sostegno occidentale. Si apre quindi una fase di acuta instabilità politica, che potrebbe avere serie ripercussioni geopolitiche. E’ da escludere che NATO e Ue accetteranno di perdere il protettorato moldavo.

Ricordiamo che ad est della Moldavia esiste la piccola repubblica della Transnistria, notoriamente filo-russa.

[Una mappa interessante in cui i filo-NATO e filo-Ue descrivono quello che sarebbe l’assetto geopolitico immaginato dal Cremlino]

La Transnistria, un’enclave filo-russa tra l’Ucraina e la Moldavia, non riconosciuta dalle potenze occidentali e che potrebbe costituire in futuro il casus belli per un conflitto armato.

Proprio di questo rischio parlavamo nella primavera scorsa negli incontri con Ernest Vardanean.

da sollevAzione