Referendum: ricapitolando, perché NO!

Ventiquattro motivi per dire NO! 1. perché le regole si scrivono insieme, le “costituzioni di partito” sono proprie dei regimi totalitari e noi vogliamo una Costituzione repubblicana nello spirito e nella lettera

Fuori dalla grazia di Dio

La Troika in agguato vuole drastici tagli alle pensioniRenzi tra Scilla e Cariddi Il voto con cui Renzi ha obbligato il Senato a votare la fiducia al suo governo, non è solo un ricatto verso la sua fronda interna (“o votate sì o si va alle urne”).

Quand’è troppo è troppo!

MANDIAMO A CASA IL GOVERNO RENZI-BERLUSCONI!I Renzi vanno e vengono, i Draghi restano Non più tardi di 15 giorni fa Matteo Renzi polemizzava contro i falchi che gli chiedevano di abolire l’Art. 18, ovvero l’ultima formale tutela legale contro i licenziamenti arbitrari.

La «luna di miele» è finita?

Note sintetiche sull’articolo 18 e dintorni Le vicende di questi giorni ci consegnano diversi elementi di riflessione. Dato che le cose da dire sarebbero veramente tante, conviene restare all’essenziale procedendo per punti.

Articolo 18: la posta in gioco, la pretesa di Monti e l’errore della sinistra

«L’azzeramento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è una misura per rendere flessibile il mercato del lavoro, ma per rendere rigidi (fino al parossismo) il regime di fabbrica e la stretta sui ritmi di lavoro. (…) si vivrà sotto il ricatto permanente del licenziamento individuale “per motivi economici”; e se questo potrà colpire solo […]

Annientamento

Qualche riflessione sull’attacco all’art. 18 E’ spontaneo chiedersi perché mai il tema dell’art. 18 Statuto dei Lavoratori occupi in modo così rilevante l’attenzione del governo Monti. E questa domanda è ulteriormente sollecitata dal fatto che risulta, da dichiarazioni di alcuni esponenti confindustriali e da un sondaggio della stessa Confindustria fra i suoi iscritti, che questo […]

Dove va a parare Mario Monti?

Art. 18: come volevasi dimostrare… e anche peggio Nell’intervista telecomandata di ieri a repubblica.it Monti, così almeno dicono i giornali di oggi, si è visto obbligato a fare retromarcia sulla battuta più antipopolare degli ultimi tempi. In realtà Monti non ha fatto alcuna retromarcia.