Cinque noterelle su condono e dintorni Ieri, come ha scritto Piemme, l’Unione Europea ha dichiarato formalmente guerra all’Italia. E’ come minimo bizzarro che nello stesso preciso istante in cui veniva consegnato l’ultimatum dall’ambasciatore Moscovici, a Roma si discutesse di tutt’altre faccende. Cioè delle modalità del condono fiscale.
Oltre agli organizzatori, pochi lo sanno: il 26 ottobre ci sarà in Italia uno sciopero generale indetto da alcune sigle (non tutte) del sindacalismo di base. Non sarà certo uno sciopero di massa. Anzi, sarà proprio uno “sciopero fantasma”. Un rito autunnale logoro da tempo, ma quest’anno del tutto avulso dalla realtà.
Visto che agli economisti e ai giornalisti nessuno più crede, ecco che si giocano anche Piero Angela Diciamolo subito: se non ci fosse lo spread le èlite non saprebbero a quale santo votarsi. Ma c’è, e lo usano a dovere. Il comportamento antinazionale dei santuari del blocco eurista è sotto gli occhi di tutti.
Diciamola tutta: ci son rimasti male. Ma come sarebbe stato bello poter dire che nulla cambia, che nulla può cambiare. La signora TINA (There is no alternative) ha tanti spasimanti, più di quel che si crede. Amata nei salotti buoni, non spiace neppure ai massimalisti di ogni risma. Per i primi è una polizza sulla […]
Nonostante il cognome che porta, o forse proprio per questo, Maurizio Acerbo (foto) è l’attuale segretario di Rifondazione Comunista.
Cento giorni sono un nulla, un soffio nella vita di una nazione. Per i governi, invece, i primi cento giorni sono importanti, il momento in cui mettere in vetrina i simboli della propria politica. Così è nella società dello spettacolo, dove l’apparenza conta più della sostanza. Lo è un po’ meno per lo strano “tripartito” […]
Il tema non è nuovo. E’ lì da sette anni, da quando servì ad intronizzare Monti, portando l’Italia sulla china di un declino di cui ancora non si vede la fine. No, il tema non è nuovo, ma è di nuovo attualissimo. Il signor spread torna a presentarsi non solo come il supremo regolatore delle […]
Prima o poi i nodi vengono sempre al pettine. E’ questo il caso delle province. Prima “abolite” dalla foga tagliatrice ed austeritaria di Monti, poi parzialmente resuscitate dalla Corte Costituzionale, infine stravolte e sdemocratizzate dalla “Legge Delrio” del 2014 che “salvò” le province cancellando però l’elettività dei consigli provinciali: un fulgido esempio di cosa sia […]
Le penali sono una tigre di carta: le convenzioni dei “Signori del casello” una vergogna targata Prodi, ma si possono cancellare nazionalizzando la gestione della rete autostradale
Signori cari, il governo gialloverde ha tanti difetti, ma l’opposizione parlamentare è davvero allo sbando. Sbraitare a favore del precariato è l’unica cosa che è riuscita a fare in questi mesi. Complimenti vivissimi.