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La nuova Carta di Hamas

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Più sotto la nuova Carta di Hamas. Si tratta di un documento importante, che risente delle difficoltà del movimento dopo la sconfitta patita dalla Fratellanza Musulmana in tutta la regione, in particolare con il golpe militare subito in Egitto. Contrariamente a quel che alcuni hanno riportato, nel documento non solo non c'è alcun riconoscimento dello stato di Israele, ma neppure vi è la rinuncia alla costruzione di uno stato su tutto il territorio della Palestina storica.

C'è invece (punto 16) la precisazione che quella palestinese non è una guerra di religione contro gli ebrei, bensì una lotta di liberazione nazionale contro il colonialismo sionista. E c'è (punto 20) l'affermazione che l'istituzione di uno stato palestinese entro i confini del 1967 «sia una formula di consenso nazionale». Una novità per quanto riguarda la Carta, ma in un certo senso la formalizzazione di una posizione politica già nota.

E' evidente come si tratti di una mossa per togliere ogni alibi a Israele e - soprattutto - all'ANP. Di seguito il testo delle nuova Carta tradotto da InfoPal. Consigliamo anche la lettura del commento di Azzam Tamimi linkato nella premessa.



E’ stata resa pubblica lunedì 1° maggio 2017 la nuova Carta del movimento di Resistenza islamica, Hamas. Alcune parti del documento erano già trapelate da mesi e commentate da analisti come Azzam Tamimi: Un remake di Hamas?

Qui il documento integrale in inglese e qui in arabo. Qui di seguito in traduzione italiana.

In nome di Allah, il Compassionevole il Misericordioso Il Movimento della Resistenza islamica “Hamas”. Documento di principi generali e politiche.
Lode ad Allah, il Signore di tutti i mondi. La pace e la benedizione di Allah sia su Muhammad, il Maestro dei Messaggeri e il leader dei mujahidin, e sulla Sua famiglia e su tutti i suoi compagni.

Preambolo


La Palestina è la terra del popolo arabo palestinese, da cui proviene e a cui aderisce e appartiene, e su di essa il popolo si alza e comunica. La Palestina è una terra il cui status è stato elevato dall’Islam, una fede che la tiene in grande considerazione, che respira attraverso di essa il suo spirito e i suoi valori e che pone le basi per la dottrina di proteggerla e difenderla.

La Palestina è la causa di un popolo che è stato deluso da un mondo che non riesce a proteggere i suoi diritti e a restituire ciò che gli è stato usurpato, un popolo il cui paese continua a soffrire uno dei peggiori tipi di occupazione in questo mondo. La Palestina è una terra che fu strappata da un progetto sionista razzista, anti-umano e coloniale che è stato fondato su una falsa promessa (la Dichiarazione Balfour), sul riconoscimento di un’entità usurpatrice e sull’imporre un fatto compiuto con la forza.

La Palestina simboleggia la resistenza palestinese che continuerà fino a quando la liberazione sarà compiuta, fino a che il ritorno sarà compiuto e sarà stabilito uno stato sovrano con Gerusalemme come sua capitale. La Palestina è la vera e propria alleanza tra tutti i palestinesi e i loro affiliati con l’obiettivo sublime della liberazione.

La Palestina è lo spirito della Ummah e la sua causa centrale; è l’anima dell’umanità e la sua coscienza viva. Questo documento è il prodotto di deliberazioni profonde che ci hanno portato a un forte consenso. Come movimento, siamo d’accordo sia sulla teoria che sulla pratica della visione che è delineata nelle pagine che seguono. Si tratta di una visione che si erge su solide basi e principi consolidati. Questo documento presenta gli obiettivi, le tappe e il modo in cui l’unità nazionale può essere eseguita. Inoltre stabilisce la nostra visione condivisa della causa palestinese, i principi di funzionamento che usiamo per portarla avanti, ed i limiti di flessibilità utilizzati per interpretarla.

Il Movimento

1. Il Movimento della Resistenza islamica “Hamas” è un movimento di liberazione nazionale islamico palestinese e di resistenza. Il suo obiettivo è quello di liberare la Palestina e di confrontarsi con il progetto sionista. Il suo quadro di riferimento è l’Islam, che determina principi, obiettivi e mezzi.

La terra di Palestina

2. La Palestina, che si estende a est dal fiume Giordano e a ovest verso il Mediterraneo, e dal nord da Ras Al-Naqura fino a sud a Umm Al-Rashrash, è un’unità territoriale integrata. È la terra e la casa del popolo palestinese. L’espulsione e la messa al bando del popolo palestinese dalla sua terra e la creazione dell’entità sionista non annullano il diritto del popolo palestinese a tutta la sua terra e non eliminano alcun diritto in virtù dell’entità sionista usurpatrice.

3. La Palestina è una terra islamica araba. È’una terra sacra benedetta che ha un posto speciale nel cuore di ogni arabo e di ogni musulmano.

Il popolo palestinese

4. I palestinesi sono gli arabi che vivevano in Palestina fino a 1947, indipendentemente dal fatto se sono stati espulsi o rimasti; e ogni persona nata da padre arabo palestinese dopo tale data, all’interno o al di fuori della Palestina, è un palestinese.

5. L’identità palestinese è autentica e senza tempo; passa da generazione a generazione. Le catastrofi che hanno colpito il popolo palestinese, come conseguenza dell’occupazione sionista e della sua politica di dislocazione, non può cancellare l’identità del popolo palestinese né può negarla. Un palestinese non perderà la propria identità nazionale o i suoi diritti con l’acquisizione di una seconda nazionalità.

6. Il popolo palestinese è un unico popolo, composto da tutti i palestinesi, dentro e fuori della Palestina, indipendentemente dalla loro religione, cultura o appartenenza politica.

L’Islam e la Palestina

7. La Palestina è al centro della Ummah arabo-islamica e gode di uno status speciale. All’interno della Palestina esiste Gerusalemme, i cui confini sono benedetti da Allah. La Palestina è la Terra Santa che Allah ha benedetto per l’umanità. È il primo Qiblah dei musulmani e la destinazione del viaggio effettuato dal Profeta Muhammad durante la notte, la pace sia su di lui. È il luogo da dove è salito ai cieli superiori. È il luogo di nascita di Gesù Cristo, la pace sia su di lui. Il suo terreno contiene i resti di migliaia di Profeti, Compagni e Mujahidin. È la terra di persone che sono determinati a difendere la verità – nei confini di Gerusalemme e nei dintorni – che non sono scoraggiati o intimiditi da coloro che li contrastano e da coloro che li tradiscono, ed essi continueranno la loro missione fino a che la promessa di Allah sia compiuta.

8. In virtù del suo spirito giustamente equilibrato e moderato, l’Islam – per Hamas – fornisce un modo completo di vita e un ordine che è adatto allo scopo in ogni momento e in ogni luogo. L’Islam è una religione di pace e tolleranza. Esso fornisce un ombrello per i seguaci di altre fedi e religioni che possono praticare i loro credi in sicurezza. Inoltre Hamas è convinta che la Palestina è sempre stata e sarà sempre un modello di convivenza, di tolleranza e di innovazione civile.

9. Hamas ritiene che il messaggio dell’Islam sostiene i valori della verità, della giustizia, della libertà e della dignità e vieta ogni forma di ingiustizia e condanna gli oppressori indipendentemente dalla loro religione, razza, sesso o nazionalità. L’Islam è contro ogni forma di estremismo religioso, etnico o confessionale e il bigottismo. È la religione che inculca nei suoi seguaci il valore di contrastare le aggressioni e di sostenere gli oppressi; motiva loro a dare generosamente e fare sacrifici in difesa della loro dignità, la loro terra, i loro popoli e i loro luoghi santi.

Gerusalemme

10. Gerusalemme è la capitale della Palestina. Il suo status religioso, storico e civile è fondamentale per gli arabi, musulmani e per il mondo in generale. I suoi luoghi santi islamici e cristiani appartengono al popolo palestinese in via esclusiva e all’Ummah araba e islamica. Non una pietra di Gerusalemme può essere consegnata o ceduta. Le misure intraprese dagli occupanti di Gerusalemme, quale l’ebraicizzazione, la costruzione di insediamenti, e i fatti sul territorio sono nulli e invalidi.

11. La moschea benedetta di Al-Aqsa appartiene esclusivamente al nostro popolo e alla nostra Ummah, e l’occupazione non ha nessun diritto di sorta. I programmi coloniale che voglio ebraicizzare Al-Aqsa e dividerla sono nulli, invalidi e illegittimi.

I rifugiati e il diritto al ritorno


12. La causa palestinese nella sua essenza è la causa di una terra occupata e degli sfollati. Il diritto dei rifugiati palestinesi e degli sfollati a tornare nelle loro case da cui sono stati banditi o a cui è stato vietato di tornare – sia nelle terre occupate nel 1948 o nel 1967 (vale a dire tutta la Palestina), è un diritto naturale, sia individuale che collettivo. Questo diritto è confermato da tutte le leggi divine, nonché dai principi fondamentali dei diritti umani e del diritto internazionale. Si tratta di un diritto inalienabile e non può essere erogato da una delle parti, che sia palestinese, araba o internazionale.

13. Hamas respinge i tentativi di cancellare tutti i diritti dei rifugiati, compresi i tentativi di sistemarli al di fuori della Palestina e i progetti della patria alternativa. La compensazione per i profughi palestinesi per il danno subito dopo essere stati allontanati e avendo occupato la loro terra è un diritto assoluto che va di pari passo con il loro diritto al ritorno. Essi devono ricevere una compensazione al loro ritorno e questa non nega o diminuisce il loro diritto al ritorno.

Il progetto sionista

14. Il progetto sionista è un progetto razzista, aggressivo, espansionista e coloniale basato sulla sottrazione delle proprietà altrui; è ostile al popolo palestinese e alla sua aspirazione alla libertà, alla liberazione, al ritorno e all’autodeterminazione. L’entità israeliana è il giocattolo del progetto sionista e la sua base di aggressione.

15. Il progetto sionista non prende di mira solo il popolo palestinese: è il nemico della Ummah araba e islamica e rappresenta una grave minaccia per la sua sicurezza e i suoi interessi. Inoltre è ostile alle aspirazioni della Ummah in fatto di unità, rinascita e liberazione, ed è stata la fonte maggiore dei suoi problemi. Il progetto sionista rappresenta un pericolo anche per la sicurezza internazionale e la pace e per l’umanità, i suoi interessi e sua stabilità.

16. Hamas afferma che il suo conflitto è con il progetto sionista non con gli ebrei a causa della loro religione. Hamas non conduce una lotta contro gli ebrei solo perché sono ebrei, ma ingaggia una lotta contro i sionisti che occupano la Palestina. Eppure, è il sionismo che costantemente identifica l’ebraismo e gli ebrei con il suo progetto coloniale e la sua entità illegale.

17. Hamas rifiuta la persecuzione di qualsiasi essere umano o l’indebolimento dei diritti di tutte e tutti su base nazionalista, religiosa o settaria. Hamas è del parere che il problema ebraico, l’antisemitismo e la persecuzione degli ebrei sono fenomeni fondamentalmente legati alla storia europea e non alla storia degli arabi e dei musulmani o al loro patrimonio culturale. Il movimento sionista, che è stato in grado, con l’aiuto delle potenze occidentali di occupare la Palestina, è la forma più pericolosa di occupazione coloniale che è già scomparsa da gran parte del mondo e che deve scomparire dalla Palestina.

La posizione verso l’occupazione e le soluzioni politiche

18. Di seguito sono considerate nulle e invalide: la Dichiarazione Balfour, il Documento di mandato britannico, la risoluzione delle Nazioni Unite sulla divisione della Palestina, e qualunque risoluzione e misura che ne derivano o che sono simili a loro. La creazione di “Israele” è del tutto illegale e viola i diritti inalienabili del popolo palestinese e va contro la loro volontà e la volontà della Ummah; Inoltre è in violazione dei diritti umani che sono garantiti da convenzioni internazionali, primo fra i quali è il diritto all’autodeterminazione.

19. Non è previsto un riconoscimento della legittimità dell’entità sionista. Qualunque cosa abbia colpito la terra di Palestina in termini di occupazione, costruzione di insediamenti, ebraicizzazione o cambiamento delle proprie caratteristiche e di falsificazione dei fatti è illegittimo. I diritti non decadono.

20. Hamas ritiene che nessuna parte della terra di Palestina sarà compromessa o concessa, indipendentemente dalle cause, dalle circostanze e dalle pressioni e non importa quanto a lungo dura l’occupazione. Hamas rifiuta qualsiasi alternativa alla liberazione piena e completa della Palestina, dal fiume al mare. Tuttavia, senza compromettere il suo rifiuto dell’entità sionista e senza rinunciare ai diritti dei palestinesi, Hamas ritiene che l’istituzione di uno stato palestinese pienamente sovrano e indipendente, con Gerusalemme come sua capitale secondo le linee del 4 giugno 1967, con il ritorno dei rifugiati e degli sfollati alle loro case da cui sono stati espulsi, sia una formula di consenso nazionale.

21. Hamas afferma che gli accordi di Oslo e le loro integrazioni costituiscano infrazioni al diritto internazionale in quanto generano impegni irrinunciabili che violano i diritti del popolo palestinese. Pertanto, il movimento rifiuta tali accordi e tutto ciò che ne scaturisce, quali gli obblighi che sono dannosi per gli interessi della nostra gente, in particolare il coordinamento della sicurezza (collaborazione).

22. Hamas rifiuta tutti gli accordi, le iniziative e i progetti di insediamento che stanno minando la causa palestinese e i diritti del nostro popolo palestinese. A questo proposito, qualsiasi posizione, o iniziativa o programma politico non deve in alcun modo violare questi diritti e non deve contravvenire e contraddirli.

23. Hamas sottolinea che la trasgressione contro il popolo palestinese, usurpando la terra e bandendo dalla loro patria, non può essere chiamato pace. Qualunque accordo raggiunto su questa base non porterà la pace. La resistenza e il jihad per la liberazione della Palestina rimarrà un legittimo diritto, un dovere e un onore per tutti i figli e le figlie del nostro popolo e la nostra Ummah.

Resistenza e Liberazione

24. La liberazione della Palestina è il dovere del popolo palestinese, in particolare, e il dovere della Ummah araba e islamica in generale. Inoltre si tratta di un obbligo umanitario, come reso necessario dai dettami della verità e della giustizia. Le agenzie che lavorano per la Palestina, sia nazionali, arabe, islamiche o umanitarie, si completano a vicenda e sono armoniosi e non in conflitto tra loro.

25. Resistere all’occupazione con tutti i mezzi e metodi è un diritto legittimo garantito da leggi divine e da norme e leggi internazionali. Al centro di ciò c’è la resistenza armata, che è considerata come scelta strategica per la protezione dei principi e dei diritti del popolo palestinese.

26. Hamas respinge qualsiasi tentativo di indebolire la resistenza e le sue armate. Inoltre afferma il diritto del nostro popolo a sviluppare i mezzi e meccanismi di resistenza. Gestire la resistenza, in termini di intensificazione o indebolimento, o in termini di diversificazione degli strumenti e metodi, è parte integrante del processo di gestione del conflitto e non dovrebbe essere a scapito del principio della resistenza.

Il sistema politico palestinese

27. Un vero stato della Palestina è uno stato che è stato liberato. Non c’è alternativa ad uno Stato palestinese pienamente sovrano su tutto il suolo nazionale palestinese con Gerusalemme come sua capitale.

28. Hamas sostiene e aderisce alla gestione delle relazioni palestinesi sulla base del pluralismo, della democrazia, dell’alleanza nazionale, l’accettazione dell’altro e l’adozione di un dialogo. L’obiettivo è di rafforzare l’unità dei ranghi e un’azione comune al fine di realizzare gli obiettivi nazionali e soddisfare le aspirazioni del popolo palestinese.

29. L’OLP è una cornice nazionale per il popolo palestinese all’interno e al di fuori della Palestina. Dovrebbe essere quindi preservato, sviluppato e ricostruito su basi democratiche in modo da assicurare la partecipazione di tutti i componenti e le forze del popolo palestinese, in modo da salvaguardare i diritti dei palestinesi.

30. Hamas sottolinea la necessità di costruire istituzioni nazionali palestinesi su solidi principi democratici, primo fra i quali sono le elezioni libere ed eque. Tale processo dovrebbe essere sulla base del partenariato nazionale e in conformità con un programma chiaro e una strategia chiara che aderiscono ai diritti, compreso il diritto di resistenza, e che soddisfano le aspirazioni del popolo palestinese.

31. Hamas afferma che il ruolo dell’Autorità palestinese dovrebbe essere quello di servire il popolo palestinese e salvaguardare la loro sicurezza, i loro diritti e il loro progetto nazionale.

32. Hamas sottolinea la necessità di mantenere l’indipendenza del processo decisionale nazionale palestinese. Forze esterne non dovrebbero poter intervenire. Allo stesso tempo, Hamas afferma la responsabilità degli arabi e dei musulmani e il loro dovere e ruolo nella liberazione della Palestina dall’occupazione sionista.

33. La società palestinese è arricchita dalle sue personalità di spicco, dignitari, istituzioni della società civile, e giovani, studenti, sindacati e gruppi di donne che lavorano insieme per il raggiungimento degli obiettivi nazionali e la costruzione sociale, perseguendo la resistenza e la liberazione.

34. Il ruolo delle donne palestinesi è essenziale nel processo di costruzione del presente e del futuro, proprio come è sempre stato in procinto di fare la storia palestinese. Si tratta di un ruolo fondamentale nel progetto della resistenza, della liberazione e della costruzione del sistema politico.

L’Ummah araba e islamica

35. Hamas ritiene che la questione palestinese è la causa principale per l’Ummah arabo-islamica.

36. Hamas crede nella unità della Ummah con tutte le sue diverse componenti ed è consapevole della necessità di evitare tutto ciò che potrebbe frammentare l’Ummah e minacciare la sua unità.

37. Hamas crede nella cooperazione con tutti gli stati che sostengono i diritti del popolo palestinese. Si oppone all’intervento negli affari interni di qualsiasi paese. Inoltre si rifiuta di essere coinvolto in dispute e conflitti che hanno luogo tra diversi paesi. Hamas adotta la politica di apertura a diversi stati nel mondo, in particolare i Paesi arabi e islamici. Si sforza di stabilire relazioni equilibrate sulla base di coniugare le esigenze della causa palestinese e gli interessi del popolo palestinese, da un lato, con gli interessi della Ummah, la sua rinascita e la sua sicurezza, dall’altro.

L’aspetto umanitario e internazionale


38. La questione palestinese è quella che ha maggiori dimensioni umanitarie e internazionali. Sostenere e rafforzare questa causa è un compito umanitario e di civiltà che è richiesto dai prerequisiti di verità, giustizia e valori umanitari comuni.

39. Dal punto di vista legale e umanitario, la liberazione della Palestina è un’attività legittima, è un atto di auto-difesa, ed è l’espressione della natura del diritto di tutti i popoli all’autodeterminazione.

40. Nelle sue relazioni con le nazioni del mondo e con i popoli, Hamas crede nei valori della cooperazione, della giustizia, della libertà e del rispetto della volontà del popolo.

41. Hamas accoglie con favore le posizioni di stati, organizzazioni e istituzioni che sostengono i diritti del popolo palestinese. Rende onore ai popoli liberi del mondo che sostengono la causa palestinese. Allo stesso tempo, denuncia il sostegno concesso da qualsiasi parte all’entità sionista o il tentativo di coprire i suoi crimini e aggressioni contro i palestinesi e chiede l’incriminazione dei criminali di guerra sionisti.

42. Hamas respinge i tentativi di imporre l’egemonia sulla Ummah araba e islamica così come respinge i tentativi di imporre l’egemonia sul resto delle nazioni e dei popoli del mondo. Hamas condanna anche tutte le forme di colonialismo, occupazione, discriminazione, oppressione e aggressione in tutto il mondo.

Maggio 2017


da InfoPal



 

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