Che Israele non avesse fatto salti di gioia per le sollevazioni arabe, non era un segreto per nessuno. Si sapeva che la leadership israeliana aveva messo in guardia gli americani dal dare appoggio ai movimenti che portarono alla caduta di Ben Alì, di Mubarak e pure di Gheddafi. I sionisti non fanno mistero di ritenere una minaccia le componenti islamiche radicali, che sono appunto quelle salite al potere o in procinto di andarci. Israele non aveva torto: con el-Nahda al governo in Tunisia, la Fratellanza in Egitto (la stessa cosa potrebbe accadere in Libia con le elezioni previste per il 19 giugno prossimo) Israele è più solo di prima.
Campo Antimperialista - Italia
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