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Catalogna patatrac

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Barcellona. La Generalitat, il parlamento catalano — con 70 voti favorevoli, dieci contro e due astensioni —, ha approvato, la proposta di Junts pel Sì e della CUP che propone di dichiarare l'indipendenza e di aprire un processo costituente in vista della redazione e approvazione della costituzione della nuova repubblica. Nella foto i parlamentari catalani mentre, cantando l'inno nazionale, festeggiano il voto.

Potete leggere QUI la Risoluzione che annuncia l'indipendenza approvata dalla maggioranza della Generalitat. Un testo impeccabile dal punto di vista formale, in classico stile liberal-democratico, poco o niente si sente lo zampino della sinistra radicale della C.U.P (che lo ha approvato). Degno di nota che la Risoluzione sull'indipendenza affermi infatti a chiare lettere, citiamo:
«Manifestiamo la volontà della costruzione di un progetto europeo che rafforzi i diritti sociali e democratici della Catalogna, così come l'impegno di applicare, senza soluzione di continuità e in maniera unilaterale, le norme dell'ordinamento giuridico europeo...».
Leggi: Maastricht, Lisbona, la moneta unica, il Fiscal compact. Non è certo una gran bella roba.

La risposta di Madrid non si è fatta attendere: "Restaureremo la legalità". Con ogni mezzo? Ed a quale prezzo? Sembra di assistere ad una commedia. Solo con la forza, e solo con quella, i catalani potranno ottenere l'indipendenza; altrettanto vale per la monarchia e Rajoy se vogliono davvero impedirla. Speriamo davvero che non vada a finire in tragedia.
Vedremo...

Nel frattempo Pablo Iglesias, segretario generale di Podemos — alle prese con le dimissioni dalla direzione di Carolina Bescansa, su posizioni anticatalane radicali —, coerente con la posizione già assunta (ieri abbiamo pubblicato le sue SETTE CONSIDERAZIONI SULLA CRISI CATALANA) ha criticato la dichiarazione unilaterale d'indipendenza, sottolineando che essa è "illegale" e "illegittima", e che è un gran servizio a Rajoy e alle destre spagnoliste.  

Iglesias ha ribadito che i secessionisti "hanno avuto un risultato elettorale che dà loro il diritto di governare, non di dichiarare l'indipendenza". Iglesias, al contempo, condanna "la repressione" che si aggrappa alla attuazione dell'articolo 155 della Costituzione e ha insistito sul fatto che la soluzione  passa attraverso un referendum concordato in cui, tra i quesiti ci sia quello per una Spagna multinazionale, repubblicana e federale.

Da parte sua Irene Montero, portavoce di Unidos Podemos nel Congresso e membro del consiglio di Podemos, ha parlato di  "disastro nazionale" e, sulla stessa linea di Iglesias, ha detto che la dichiarazione di indipendenza "non ha alcuna legittimità democratica". "L'80% della popolazione catalana è a favore di un referendum concordato con garanzie".
Sulla stessa linea il coordinatore federale di UI, Alberto Garzón.


da sollevAzione


 

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