"Il figlio di un serpente è un piccolo serpente"
Proprio un anno fa, nell'articolo Congo. L’infinita guerra per procura, parlando del sanguinoso conflitto nelle due regioni congolesi del Nord e Sud Kivu, ponevamo in evidenza come la vera causa del macello che dura ormai da quindici anni non fosse affatto di natura etnica ma risiedesse nella lotta furibonda per accaparrarsi le materie prime. Dietro alle diverse milizie in lotta, dicevamo, c'era il conflitto tra i veri burattinai, le multinazionali dei metalli, spalleggiate dai governi occidentali, che hanno tutto l'interesse a mantenere l'intera regione nel caos. Malgrado la cattura nel febbraio scorso del più famigerato Signore della guerra, Laurent Nkunda, nonostante il recente "accordo di pace" tra Kinshasa e Kigali, la situazione resta drammatica, visto che le diverse milizie continuano ad agire indisturbate e a farne le spese sono le popolazioni locali, le cui sofferenze hanno pochi eguali.
Campo Antimperialista - Italia
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