Addio “Rivoluzione dei tulipani”. C’è voluta la sollevazione armata per cacciare Kurmanbek Bakiev, salito a sua volta al potere nel febbraio-marzo 2005 grazie alla combinazione di una congiura di palazzo, delle proteste di piazza e l’appoggio degli americani. Era la terza “rivoluzione colorata” delle serie, dopo quella delle Rose in Georgia e quella Arancione in Ucraina.
Ora, siccome Putin ha riconosciuto il governo ad interim della Roza Otunbayeva (che al tempo, non lo scordiamo, fu alla testa della “Rivoluzione dei tulipani”), alcuni media fanno trapelare la tesi che dietro “alla messinscena” ci siano Mosca e Pechino, paesi che vorrebbero venga chiusa la base militare USA di Manas, aperta nel 2001, e di vitale importanza, sia per il rifornimento delle truppe d’occupazione di Afghanistan sia, in chiave strategica in funzione anti-iraniana, anti-russa e ovviamente anti-cinese.