Confederali, Confindustria, piddini e… Senso Comune alla sfida del senso del ridicolo

Ieri a Roma, in perfetta sincronia con l’apertura del Carnevale di Viareggio, è andata in onda la più farsesca delle manifestazioni. L’erede designato dalla divertita compagna di merende del signore col loden, ha stabilito intanto un record: quello della prima manifestazione congiunta sindacati-Confindustria. Complimenti vivissimi a Maurizio Landini e compagnia. Nessuno avrebbe saputo fare meglio di lui!

Carnevale abbiamo detto, e allora ridiamoci su. Che dire del resto di chi ha accettato senza fiatare la Legge Fornero, la precarizzazione del lavoro, l’impoverimento generalizzato ed il tracollo dei salari, ed oggi protesta perché qualche centinaio di migliaia di lavoratori potrà andare finalmente in pensione, perché qualche milione di persone della fascia più povera avrà almeno uno straccio di reddito?

E’ un mondo alla rovescia quello andato in onda ieri. Ed è un mondo finto. Cgil-Cisl-Uil cantano vittoria, anche se curiosamente si rifiutano di dare i numeri della partecipazione in piazza. E allora ve li diamo noi i numeri. Quelli veri, non quelli “drogati” delle manifestazioni italiane. Ad esser larghi 60mila persone. Qualche migliaio di funzionari sindacali più cinquantamila iscritti, per lo più – con tutto il rispetto – pensionati.

La mitica Furlan (Cisl) ha parlato dei 12 milioni di iscritti alla tre confederazioni. Bene 50mila su 12 milioni fa un manifestante su 240 iscritti, non proprio un successone. L’altro condottiero Barbagallo (Uil), un nome che riscalda i cuori ed infiamma le folle, ha annunciato che la “mobilitazione continuerà”. Già, ma quale mobilitazione?

Più esattamente la domanda è: perché non si parla di sciopero? La risposta è semplice, perché gli scioperanti si conterebbero. E sarebbe un fallimento totale. Dalle notizie che abbiamo da diverse fabbriche, i sindacalisti recatisi lì a chiedere ai lavoratori di andare a Roma, se ne son tornati via con la coda tra le gambe. In qualche caso tra insulti e minacce di strappare le tessere. I lavoratori avranno mille dubbi, ma scemi non sono. E di manifestare contro un governo che qualcosa gli ha dato, facendosi guidare da chi non ha mosso un dito con i governi che gli prendevano tutto, proprio non ne han voluto sapere.

Dicono le cronache che la “sinistra” parlamentare fosse invece tutta lì al gran completo: Martina, Zingaretti, Nannincini, D’Alema, Calenda, Speranza, Cofferati, Fratoianni e perfino Fassina.

Quel che ha colpito di più è stato però il comunicato ufficiale di Senso Comune. Secondo questi nostri amici quella di ieri sarebbe stata una “mobilitazione sindacale… da salutare positivamente“, una roba da far tornare i lavoratori ad “affacciarsi alla politica da protagonisti“.

Dicono giustamente i sensocomunisti che “il sindacato stesso si è spesso appiattito su «governi amici»“. Ora, invece, si lascia intendere, con Landini tutto potrebbe cambiare. Cambiamento? Certo, ma nel senso che i governanti amici di ieri adesso son diventati (magari solo provvisoriamente) gli oppositori amici di oggi. Non poi così difficile da capire, mica hanno cambiato lato della barricata.

Dice, vabbè, ma a Senso Comune son giovani, “so’ ragazzi“. Ragazzi? E passi, d’altronde è vero che il concetto di “ragazzo” si è piuttosto dilatato. Ma qui, per abboccare all’esca landiniana, bisogna proprio non aver mai visto una fabbrica, un metalmeccanico; non aver mai partecipato ad un’assemblea sindacale, ignorare come i confederali preparano certe sfilate. Difatti chi è più anziano di loro, anche se con loro ha appena firmato un manifesto, abboccato non ha.

Attenzione, cari amici, perché a volte oltre al senso comune bisogna anche saper valutare il senso del ridicolo.